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Asana |
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Le posture che il corpo assume durante una pratica di Hatha
Yoga si chiamano ASANA, termine che deriva dal sanscrito e signfica
“stare”.
A differenza delle altre discipline sportive quali la ginnastica,
la danza o lo stretching, attraverso movimenti lenti preparatori
associati al respiro, il corpo arriva ad assumere una postura
statica che, secondo Patanjali, autore degli Yoga Sutra, uno
tra i più antichi testi sullo Yoga, deve essere mantenuta
in modo stabile e confortevole fino a raggiungere una sorta
di rilassamento.
Nel mantenimento di un’asana è fondamentale l’attenzione
costante al proprio respiro e la mente concentrata sul movimento
del corpo.
La pratica costante delle asana porterà col tempo allo
scioglimento delle tensioni muscolari, ad una aumentata flessibilità
e porterà benefici ad ogni organo del nostro corpo, benefici
che si estenderanno anche al nostro universo emotivo e ai nostri
pensieri.
Durante le asana noi diventiamo spettatori di noi stessi; osserviamo
il nostro corpo, osserviamo muscoli tesi o rilassati, dove maggiormente
sentiamo le tensioni, osserviamo il movimento del respiro, la
sua qualità, se è agitato oppure lento e profondo
ed osserviamo anche le emozioni e i pensieri del momento presente.
Concentrandosi sul momento presente quindi si realizzerà
lo scopo dello yoga, l’unione tra corpo, mente e spirito
perché nell’asana avremo la percezione intera di
noi stessi, di chi siamo realmente.
Questo stato di pace che sperimenteremo si ripercuoterà
anche nel nostro quotidiano, migliorando la nostra relazione
col mondo esterno. |
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Sthira sukham
asanam”
(le posture devono essere stabili e comode) |
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Patanjali
– Sutra II, 46 |
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